Dopo il successo della mostra Geometria, armonia e vita. L’architettura di Andrea Palladio dall’antico al classico, recentemente conclusasi presso il Museo Nazionale della Cina, una nuova esposizione, Chinese voices on Palladio, si aprirà a luglio presso il Museo di Arte dell’Università Tsinghua. Dedicata alla rilettura contemporanea nell’architettura cinese e nell’arte italiana del celebre architetto rinascimentale Andrea Palladio, la mostra porterà le testimonianze di architetti cinesi di fama internazionale e le opere di artisti contemporanei italiani, che riflettono sulle influenze dell’eredità e della figura di Palladio sull’arte contemporanea italiana.
“Il linguaggio contemporaneo – ha affermato l’Ambasciatore Massimo Ambrosetti – rappresenta uno strumento fondamentale di dialogo internazionale, capace di creare connessioni, stimolare nuove prospettive e favorire una comprensione reciproca più profonda tra società e tradizioni diverse. In questo senso, il confronto artistico tra Italia e Cina assume oggi un valore particolarmente significativo”.
È in questo quadro che saranno esposti quattro lavori di Pietro Ruffo (Roma, 1978), dal titolo The flowers of time, realizzati appositamente per il progetto e ispirati ai Quattro Libri dell’Architettura di Palladio. Ruffo è oggi una delle voci più autorevoli dell’arte contemporanea italiana ed è recentemente stato protagonista di una mostra personale presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma. A Pechino ha presentato il 25 maggio scorso in anteprima le quattro opere della serie “palladiana”, nell’ambito di una speciale serata italiana presso il Temple Dongjingyuan, dove sono esposte in dialogo con le immagini della celebre fotografa americana Lois Conner dedicate alle architetture palladiane.
“Le opere di Pietro Ruffo richiamano il contesto ambientale in cui si inserivano le architetture di Andrea Palladio e, attraverso la particolare tecnica impiegata creano un titolo di affinità che risuona con l’antica tradizione cinese del ritaglio della carta”, ha dichiarato l’Ambasciatore Ambrosetti nel commentare le creazioni dell’artista romano.
La sezione italiana di Chinese voices on Palladio presenterà, oltre alle opere di Ruffo, anche lavori realizzati appositamente a Pechino dagli artisti Davide Bramante, Luca Pozzi, Matteo Basilé e Davide Sebastian nell’ambito del programma di residenze per artisti italiani “Sviluppi del Contemporaneo” curato da Guicciardo Sassoli de’ Bianchi Strozzi (Presidente dell’Associazione Nuova Artemarea ETS).
Il programma di residenza “Sviluppi del Contemporaneo” si è infatti recentemente concluso con una mostra delle opere realizzate a Pechino dagli artisti Flavio Favelli (1967) e Daniele Sigalot (1985) presso gli spazi espositivi della Italy China Council Foundation al Raffles City Beijing. Avviato nel luglio 2025, il progetto ha già dato vita, nella medesima sede espositiva, a mostre di opere nate dai periodi trascorsi a Pechino da Enzo Cacciola, Vincenzo Mascia, Davide Bramante, Luca Pozzi, Matteo Basilé e Davide Sebastian, ultimi esponenti artisti della famiglia Cascella.
“Nelle opere realizzate qui a Pechino emerge la ricchezza del contatto e l’incontro con la Cina, con il suo tessuto urbano e la percezione della sua identità. Sono certo – ha chiosato l’Ambasciatore – che questi progetti possano contribuire a rafforzare ulteriormente il dialogo culturale tra Italia e Cina e a creare nuove occasioni di collaborazione tra artisti, istituzioni e pubblico dei nostri due Paesi”.