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Giorno del Ricordo, l’Italia commemora le vittime delle foibe e l’esodo giuliano dalmata

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Sabato 10 febbraio si è celebrato il Giorno del Ricordo, una solennità civile italiana – istituita con la Legge n. 92/2004 – volta a conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale.

“Il ricordo, la memoria della persecuzione e delle tragedie, deve essere fecondo, deve produrre anticorpi”, ha dichiarato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel discorso pronunciato alla cerimonia di commemorazione organizzata il 9 febbraio 2024 presso il Palazzo del Quirinale. “Nelle splendide terre di cui parliamo – ha chiosato il Presidente della Repubblica –, oggi, grazie alla comune appartenenza all’Unione Europea, non vi sono più barriere o frontiere, ma strade e ponti. La diversità non genera più risentimento o sospetto, ma produce amicizia e progresso”.

Alla cerimonia presso il Palazzo del Quirinale è intervenuto anche il Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, il quale ha aperto il proprio discorso sottolineando come “nel giorno del Ricordo, siamo in ideale raccoglimento di fronte a ogni foiba, a ogni cippo o monumento. […] Là dove si aprono le ferite del suolo che hanno inghiottito migliaia di sventurati, in quella che è una delle pagine più buie della storia del nostro Paese”.

Il 10 febbraio il Vicepremier si è anche recato, insieme al Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, al sacrario della Foiba di Basovizza per rendere onore alla memoria delle vittime delle foibe e degli esuli di Istria, Fiume e Dalmazia.

A margine degli eventi istituzionali, il Premier Meloni ha dichiarato sui propri canali social ufficiali che “l’Italia onora la memoria di chi fu vittima di quegli orrori disumani e non dimentica il dolore patito da chi fu costretto ad abbandonare la propria casa e la propria terra per amore dell’Italia”.