﻿{"id":1953,"date":"2016-11-30T10:39:29","date_gmt":"2016-11-30T09:39:29","guid":{"rendered":"https:\/\/ambpechino.esteri.it\/news\/dall_ambasciata\/2016\/11\/fare-squadra-in-cina\/"},"modified":"2016-11-30T10:39:29","modified_gmt":"2016-11-30T09:39:29","slug":"fare-squadra-in-cina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ambpechino.esteri.it\/it\/news\/dall_ambasciata\/2016\/11\/fare-squadra-in-cina\/","title":{"rendered":"Fare squadra in Cina"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fare squadra in Cina<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un intervento dell&#8217;Ambasciatore d&#8217;Italia nella Repubblica Popolare Cinese su come le imprese italiane possono affrontare un mercato difficile e complesso quale quello cinese in modo coeso e organizzato<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Cina \u00e8 oggi la seconda economia mondiale. Nel 2015 ha contribuito per un terzo alla crescita globale e per il 40 per cento alla domanda di materie prime. La prorompente vitalit\u00e0 della Cina va valutata in prospettiva: entro il 2023, la classe media cinese raggiunger\u00e0 i 250 milioni rendendo la Cina uno dei principali mercati di sbocco al mondo per beni di consumo; l\u2019urbanizzazione sposter\u00e0 100 milioni di persone dalle campagne alle citt\u00e0 nei prossimi 10 anni. Oggi in Cina 700 milioni di cibernauti impiegano la rete per informarsi, fare acquisti, pagamenti, comunicare.<\/p>\n<p>In Cina \u00e8 in corso una transizione ambiziosa e complessa, pur non esente da qualche contraddizione, che mira a spostare il motore dell\u2019economia dagli investimenti all\u2019innovazione, da un modello di sviluppo export-led a uno trainato dal consumo e dalla domanda interna. Secondo un recente rapporto di McKinsey Global Institute, il successo di questo processo generer\u00e0 un reddito addizionale superiore ai 5600 miliardi di dollari entro il 2030. La road map si trova nel XIII Programma Quinquennale, il principale strumento di politica economica del Governo di Pechino. Esso contiene obiettivi di crescita del reddito, salvaguardia ambientale e limitazione delle emissioni, riduzione della povert\u00e0 e dei consumi di materie prime e contenimento delle vulnerabilit\u00e0 finanziarie. Il Programma, per\u00f2, sottolinea anche la necessit\u00e0 di irrobustire e migliorare la dotazione infrastrutturale, incentivare le capacit\u00e0 nazionali di ricerca e sviluppo, diffondere e migliorare i servizi essenziali per la popolazione come sanit\u00e0, istruzione, food safety e industrie culturali.<\/p>\n<p>Da motore della crescita globale, la Cina si proietta nel mondo reclamando il proprio ruolo da protagonista con un\u2019azione complessa, a tratti conflittuale, guidata s\u00ec da spirito di collaborazione multilaterale, ma anche da crescenti assertivit\u00e0 e volont\u00e0 di tutela dei propri interessi. In questo quadro si inserisce il progetto della nuova \u00abVia della Seta\u00bb (\u00abBelt and Road\u00bb): due corridoi, uno marittimo e uno terrestre, per sostenere gli scambi tra Asia, Europa e Africa. Si dice che \u00abBelt and Road\u00bb coinvolger\u00e0 tre quarti della popolazione globale in 65 stati, ma soprattutto significher\u00e0 \u00abconnettivit\u00e0\u00bb: aspirazione al rafforzamento delle infrastrutture di comunicazione tra la Cina e gran parte del mondo, ma anche concetto geopolitico e culturale. L\u2019economia cinese \u00e8 cos\u00ec destinata a integrarsi sempre pi\u00f9 con quella mondiale, ad accrescere i propri investimenti sui mercati internazionali e ad aprire le porte agli investitori esteri, ai quali dovr\u00e0 garantire un livello di protezione secondo standard internazionali.<\/p>\n<p>Non dobbiamo pensare a un free lunch. Come dice un rappresentante della comunit\u00e0 imprenditoriale italiana a Pechino \u00abla Cina non \u00e8 ancora per tutti\u00bb. Questo \u00e8 un mercato complesso per le differenze istituzionali, linguistiche e culturali, ma anche perch\u00e9 bisogna adattare i propri prodotti, che spesso vanno reinventati, identificando i possibili consumatori e costruendovi intorno un\u2019identit\u00e0 e un immaginario. Il contesto concorrenziale diventa pi\u00f9 duro, con la presenza di numerosi operatori internazionali e l\u2019emergere di una concorrenza cinese sempre meglio attrezzata. Tuttavia, il nostro sistema produttivo ha un grande potenziale in Cina, sia nel settore dei beni di consumo che in quello dei beni capitali. Una strategia basata sullo scambio delle nostre tecnologie con l\u2019accesso al mercato, a condizione di preservare le nostre risorse innovative pi\u00f9 preziose, pu\u00f2 realmente rafforzare la nostra economia e renderci protagonisti in Cina e, dunque sullo scenario globale.<\/p>\n<p>Indipendentemente e al di l\u00e0 dell\u2019aspetto strettamente bilaterale, il rapporto con la Cina pu\u00f2 costituire uno stimolo potente per incoraggiare una modernizzazione del nostro Paese. Confrontarsi con la Cina e con il mercato cinese equivale a confrontarsi con noi stessi, ad affrontare le nostre debolezze e a valorizzare con consapevolezza i nostri punti di forza. In altre parole, equivale a organizzare al meglio le nostre risorse e le nostre energie in un contesto assai dinamico e altamente competitivo ove il mercato e i nostri concorrenti non fanno sconti.<\/p>\n<p>La storia della presenza internazionale in Cina \u00e8 costellata di opportunit\u00e0 e successi ma anche di fallimenti \u2013 molti dei quali, purtroppo, italiani. Stare su questo mercato \u00e8 strategico ma richiede un impegno congiunto di istituzioni e settore privato. Non ci possiamo pi\u00f9 permettere approcci frammentati, superficiali o approssimativi. Per questo, abbiamo deciso di cogliere l\u2019opportunit\u00e0 della coincidenza del 2020, termine dell\u2019attuale Programma Quinquennale, e del cinquantesimo anniversario delle relazioni diplomatiche. La nostra \u00abRoad to 50\u00bb \u00e8 una partnership bilaterale che mira ad avviare collaborazioni in alcuni settori prioritari del XIII Programma Quinquennale e a incoraggiare il coinvolgimento di tutti gli attori nazionali. Le istituzioni si impegnano a garantire continuit\u00e0 alle relazioni bilaterali con visite di governo frequenti e focalizzate su obiettivi precisi e concreti; a favorire un dialogo continuativo tra agenzie e amministrazioni dei due paesi e a fornire un quadro di riferimento per i nostri operatori che intendano rafforzare la propria presenza in Cina. Le imprese si impegnano a coordinarsi tra loro e con le istituzioni per favorire la collaborazione tra le varie anime della comunit\u00e0 italiana in Cina. Con particolare riguardo al settore economico, abbiamo dato vita all\u2019iniziativa del \u00abRetreat\u00bb, un raduno informale che coinvolge istituzioni, imprese e accademici italiani, e si svolge due volte l\u2019anno. In queste riunioni ci interroghiamo sulle prospettive della nostra azione con l\u2019obiettivo di rimodularla e renderla pi\u00f9 efficace in base alle indicazioni che riceviamo dal mondo imprenditoriale. Riusciamo cos\u00ec a dispiegare le energie analitiche e progettuali di cui la comunit\u00e0 italiana in questo Paese \u00e8 ricca, ma che vanno coordinate e messe a fattor comune, sia in Cina che in Italia, per affrontare un mercato difficile e complesso in modo coeso e organizzato. <em>Condivide et Impera<\/em> potrebbe essere il motto di questo indispensabile approccio nuovo e collaborativo.<\/p>\n<p><em><strong>(Ettore Francesco Sequi \u00e8 Ambasciatore d&#8217;Italia nella Repubblica Popolare Cinese dal luglio 2015)<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Fare squadra in Cina Un intervento dell&#8217;Ambasciatore d&#8217;Italia nella Repubblica Popolare Cinese su come le imprese italiane possono affrontare un mercato difficile e complesso quale quello cinese in modo coeso e organizzato La Cina \u00e8 oggi la seconda economia mondiale. Nel 2015 ha contribuito per un terzo alla crescita globale e per il 40 per [&hellip;]","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"tags":[],"class_list":["post-1953","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ambpechino.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1953","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ambpechino.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ambpechino.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ambpechino.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ambpechino.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1953"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ambpechino.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1953\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ambpechino.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1953"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ambpechino.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1953"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}